In un articolo sugli ebook sul Fatto quotidiano, che è lunghino e magari rileggerò con più calma quando non sarò sull’orlo del collasso, mi sono imbattuta nella solita castroneria: “[…]le sempre più diffuse “graphic-novel” (che non sono dei semplici “fumetti”, ma un vero e proprio genere letterario che coniuga in modo assai suggestivo immagine e testo)”. E’ un discorso vecchio ma vale la pena ribadirlo: le graphic novel non sono altro rispetto ai fumetti, le graphic novel SONO fumetti. Nessuno si sogna di dire che, tra Palle al balzo e Odissea nello spazio, solo uno dei due è un film mentre l’altro è un’altra cosa. Ma siamo ancora fermi all’idea retriva che “fumetto” sia un genere; e un genere povero, di bassa qualità, quando non è altro che un linguaggio che può essere usato per esprimere qualsiasi cosa, da delle sonore cazzate all’alta letteratura.
*Crishtoh*
Ogni volta che qualcuno dice “Graphic Novel” a cazzo, un Tex di GLB e Galep prende fuoco.
